Anidride carbonica: quantità eccessiva nell’atmosfera. Dati allarmanti dall’Omm

By | 10 Febbraio 2017

Nell’atmosfera, livelli di anidrite carbonica straordinariamente eccessivi. Già nel 2015 si parlava di circa 400 parti per milioni di Co2. Nuovi record allarmanti per il clima e l’ambiente nel 2016/2017.  A dirlo l’Organizzazione meteorologica mondiale. Si parla di una nuova era della realtà climatica

Si parla di record allarmanti per il clima e l’ambiente. Livelli di anidride carbonica altissimi nell’atmosfera. Ad annunciarlo l’Organizzazione meteorologica mondiale. I livelli di CO2 avevano infatti nel 2015 già raggiunto la soglia dei 400 parti per milioni ma per alcuni mesi dell’anno e in certi luoghi, il tutto accentuato dall’effetto El Nino. Conosciuto anche con la sigla ENSO, quest’ultimo non è altro che un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale con conseguenti inondazioni nelle aree direttamente interessate, ma anche siccità nelle zone più lontane da esso e altre perturbazioni che variano a ogni sua manifestazione. Ma tornando ai dati allarmanti, secondo l’Omm la situazione non subirà un benché minimo cambiamento e adesso si parla di un cambiamento globale e non ridotto ad alcuni mesi o luoghi. Le concentrazioni di Co2 rimarranno al di sopra dei 400 parti per milioni per l’intero 2016 e oltre. «Mentre l’evento di El Nino è scomparso, i cambiamenti climatici restano», ha affermato il segretario generale dell’Omm Petteri Taalas

Accordo di Parigi sul clima

«Il vero elefante nella stanza è l’anidride carbonica che rimane nell’atmosfera per migliaia di anni e negli oceani ancora più a lungo. Se non si affrontano le emissioni di CO2 non saremo in grado di affrontare i cambiamenti climatici e di mantenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 grandi centigradi rispetto al livello dell’era pre-industriale», ha dichiarato Petteri Taalas, esortando un’accelerazione dell’applicazione dell’accordo di Parigi sul clima del dicembre. Intanto il WWF ha lanciato il suo appello. «L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che siamo entrati in una nuova era per il clima, con dati allarmanti sia sulla concentrazione di CO2 che sulle temperature. La politica non può fingere di occuparsene: se ne deve occupare davvero», ha dichiarato in una nota un rappresentante.

«Il 4 novembre entrerà in vigore l’Accordo di Parigi, vorremmo che per quel giorno tutti fossero pronti, questo vuol dire dare l’avvio a un vero e proprio new deal, perché cominci l’Età del Sole, eliminando i combustibili fossili e puntando tutto sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Ci auguriamo che questa sfida venga colta da tutti, comunità, Paesi, Governi e mondo dell’economia», prosegue. «Il 3 novembre, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi e della COP22 di Marrakech, il Wwf renderà noto un report sulle politiche nazionali necessarie per uscire dal primo combustibile fossile di cui possiamo fare a meno, il carbone, un Paese che non ha bisogno di questa fonte fossile, come il nostro, può diventare leader della transizione», ha concluso.

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