La Tristezza dopo il parto

By | 17 Dicembre 2018

Dopo 9 mesi di ansie, preoccupazioni, problemi anche fisici, la gravidanza è finita, hai tra le mani tuo figlio, un bellissimo bambino perfettamente sano eppure qualcosa ti tormenta, non ti fa stare tranquilla e serena come dovresti, un senso di tristezza ti assale e tutto sembra grigio, cosa fare?

I problemi dopo il parto

Nelle sei/otto settimane dopo il parto il corpo della donna è sottoposto a parecchi problemi. Naturalmente non tutto si verifica in tutte le donne ma la varietà di problemi da affrontare è comunque significativa.

I nove mesi di gravidanza hanno comportato uno sconvolgimento nel funzionamento del corpo, squilibri ormonali che hanno fatto una rivoluzione nel tuo corpo e ora c’è bisogno di tempo perché tutto torni alla normalità.

Gli squilibri ormonali tutt’ora esistenti e il ritorno alla normalità hanno riflessi anche sulla psiche, sull’equilibrio emotivo, con una notevole probabilità che vi siano influenze sull’umore e anche con una certa tendenza alla Depressione, la famosa Depressione Post Partum.

I nuovi impegni della mamma

Oltre ai problemi di carattere organico nella donna, bisogna anche considerare il nuovo carico di impegni che attendono la donna dopo il parto.

Il Neonato è impegnativo, richiede di essere accudito e porta via molto tempo e impegno ma anche gli impegni della donna si sommano alla fatica di accudire il neonato.

L’allattamento richiede tempo più volta al giorno e anche la notte. Per quanto il partner possa essere disponibile e attento, non ha la possibilità di allattare al posto della donna e anche la soluzione di tirare il latte affinché il papà possa dare il biberon al bambino non è la soluzione ottimale.

La suzione dal seno richiede un movimento particolare della bocca e della lingua del neonato, un atto innato nel bambino che è totalmente diverso dalla suzione dal biberon. Se il bambino infine impara a prendere il latte dal biberon, potrebbe poi avere difficoltà ad attaccarsi al seno, si trova disorientato, confuso e l’alimentazione può divenire difficile.

L’allattamento impoverisce di sostanze l’organismo della mamma, per cui è facile che sopravvenga una profonda stanchezza che acuisce ulteriormente lo stato d’animo tendente alla depressione.

Umore altalenante

Circa il 70-60% delle donne dopo il parto accusa un senso di tristezza, con voglia di piangere anche senza un concreto motivo. Il confine tra tristezza e depressione è molto sottile, spesso anche indefinibile.

Come abbiamo detto, gli ormoni hanno un ruolo determinante in questo: estrogeni e progesterone tendono a rientrare nei loro normali livelli, dopo aver esaurito il loro ruolo durante la gravidanza. Questa variazione abbastanza repentina nei livelli ormonali influenza altri ormoni, tra cui la serotonina, con un compito importante nella stabilizzazione dell’umore e nel contrasto allo stress.

Le mamme di stress ne accumulano tanto e la carenza dell’ormone a contrasto si fa sentire. Si deve aggiungere a questo che l’ormone che porta alla formazione del latte, la Prolattina, ha un effetto inibitorio su estrogeni e progesterone, quindi l’allattamento materno provoca un ulteriore problema per l’umore della neo mamma.

Il tempo risolve

Gradualmente tutto l’equilibrio organico e ormonale torna alla normalità e la tendenza alla tristezza e alla depressione cala sensibilmente. Resta la stanchezza per il nuovo ruolo di mamma che in genere si somma anche a tutti gli altri impegni preesistenti rispetto alla gravidanza, l’accudimento della casa, preparare da mangiare, il lavoro.

La mamme si stressano più facilmente delle altre donne proprio per il notevole carico che si trovano quotidianamente ad affrontare.

Cosa fare?

Dire semplicemente ad una neo mamma “non devi essere triste” è assolutamente inutile, la tristezza non si comanda. Importante, invece, è rendersi disponibili ad alleggerire il carico per la mamma. Se sei un partner accorto, prendi su di te il compito di pensare alla casa alla cucina oppure alleggerisci la tua partner occupandoti del bambino, lasciando ovviamente a lei l’allattamento ma scarica il più possibile gli impegni della tua donna.