No vax nel mirino UE: “responsabili per morte bambini”

By | 24 Novembre 2017

Il commissario europeo alla sanità Vytenis Andriukaitis lancia pesanti accuse ai movimenti no vax. In risposta a una domanda sul propagarsi, soprattutto negli ultimi anni, di posizioni anti-vacciniste, il commissario ha replicato che “I movimenti no vax hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini“.

Lo Stato, aggiunge, deve in questi casi sostituirsi alle famiglie e imporre le vaccinazioni obbligatorie per proteggere il diritto alla vita dei bambini, affinché questa pericolosa deriva non riporti indietro l’Europa all’età dell’oscurantismo. Invita inoltre i no vax a “fare il giro dei cimiteri europei, dove ci sono ancora tombe di persone morte all’inizio del 19esimo secolo perché non c’erano vaccini”.

In generale, dal report “Lo stato di salute nell’UE del 2017”, emerge che è la globalità della qualità da salute che deve essere tra gli obiettivi primari del governo. I dati positivi dell’Italia circa l’aspettativa di vita, tra le più alte in tutto il continente, e il ridotto consumo di alcolici e tabacco rispetto agli altri Paesi, vengono tristemente controbilanciati da altri e preoccupanti numeri.

Nel 2016 si sono avuti 856 casi di morbillo, e nel 2017, registrati sino a giugno, addirittura 2.851; si sottolinea come l’obesità infantile sia in aumento, e la spesa sanitaria pro-capite inferiore del 10% rispetto alla media. Infine la commissione, in collaborazione con l’Ocse, ha messo sotto torchio la forte inadeguatezza tra i servizi regionali offerti e gli effetti delle diseguaglianze sociali sulla salute; discrepanza la cui strada per assottigliarsi, nonostante le misure preventive, pare ancora molto lunga.

Dalla relazione scaturiscono due importanti indicazioni: riportare le vaccinazioni al livello più elevato, così che venga garantita protezione a tutti, e implementare la spesa sanitaria in materia di prevenzione. Attualmente la spesa media a Paese UE per la prevenzione è del 3% del bilancio, che “rispetto all’80% per la cura delle malattie è semplicemente troppo poco”.

 

 

 

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