“Sostegno alle mamme per continuare la razza”: Prestipino si scusa, ma è bufera

By | 28 Luglio 2017

Non accennano a placarsi le polemiche scaturite a seguito di una recente dichiarazione di Patrizia Prestipino, responsabile del Dipartimento del Partito Democratico per la Difesa degli Animali e già membro del direttivo nazionale PD.

In un’intervista del 25 luglio rilasciata ai microfoni di Radio Cusano Campus, la Prestipino ha difeso l’intento del segretario di partito, Matteo Renzi, riguardo l’ipotesi di creare un’organo predisposto ad occuparsi di maternità. Se nelle intenzioni della Prestipino si è letta la voglia di sottolineare l’importanza di riservare maggiore attenzione al problema delle nascite, la forma in cui ha espresso i suoi intenti è stata sicuramente rivedibile. “Se uno vuole continuare la nostra razza” – ha affermato la Prestipino – “è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie. Altrimenti si rischia l’estinzione tra un po’ in Italia.”

Parole come “razza” ed “estinzione” potevano probabilmente essere evitate, soprattutto in un momento storico in cui è forte il dibattito sull’Apologia di Fascismo e sulla possibilità di inasprimento delle pene per chi commette questo reato. Deve averlo realizzato anche la dirigente PD, che poco dopo l’intervista ha ammesso di aver utilizzato il termine “razza” in maniera “molto erronea”.

Tuttavia, per quanto tempestive, le scuse non hanno evitato che si alzasse un polverone su tutta la vicenda. Lo stesso Michele Anzaldi (PD) ha ammonito con un tweet la collega di Partito ancor prima che facesse ammenda, chiedendole di smentire immediatamente quanto detto.

Su una linea meno morbida si sono mossi invece gli esponenti di Sinistra Italiana, dapprima con le parole del segretario Nicola Frantoianni, che dopo aver riproposto la visione Einsteiniana dell’unicità della razza umana, conclude con un laconico “Il caldo evidentemente fa proprio male…”. Alle sue hanno fatto eco le dichiarazioni della presidente di SI, Laura Lauri, che ha definito “una aberrazione” l’intero insieme dei concetti espressi dalla Prestipino durante l’intervista.

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